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Chiesa dell'Annunziata

Nel 1511 Pietro di Cristoforo Vannucci, comunemente conosciuto come "Il Perugino" decise di approdare con la sua bottega lontano dalla città, nel piccolo paese di Fontignano. I motivi di questa scelta non sono noti ma è possibile che siccome la peste era ampiamente diffusa al tempo fosse preferibile rifugiarsi in un centro abbastanza piccolo piuttosto che vivere in una tipica città medievale come Perugia in cui le strade erano strette e malsane e la maggior parte delle abitazioni era caratterizzata da cortili molto stretti (se presenti) e alte mura che impedivano la ventilazione; le condizioni igieniche precarie che caratterizzavano città di questo tipo permettevano alla peste di diffondersi rapidamente.

Nonostante l’allontanamento dalla città nel Febbraio 1523 il Perugino venne colto dalla peste proprio mentre stava affrescando l’Adorazione dei pastori nella chiesa dell’Annunziata e morì a Fontignano.

Inizialmente a causa del pericolo del contagio fu sepolto fuori dal paese sotto una grande quercia e circa 50 anni dopo la morte i frati minori della Chiesa di Santo Spirito di Perugia (o i confratelli dell’Annunziata) lo riesumarono e ne seppellirono i resti all’esterno di questa chiesa senza croce né lapide; il motivo di questa scelta probabilmente va ricercato in quel che dice il Vasari quando afferma che il Perugino era ateo.

La mancanza di lapide e croce fecero sì che nel corso degli anni, nonostante il racconto fosse stato tramandato di generazione in generazione, il luogo preciso della sepoltura andò dimenticato e addirittura non si sapeva più quanto ci fosse di vero e quanto di inventato in quello che si raccontava.

Sulla base di questa leggenda nei primi anni del ‘900 furono fatte delle ricerche che portarono alla scoperta delle ossa del pittore su cui furono fatti alcuni esami per dimostrarne l’autenticità: esame al carbonio 14 per stabilire in quali anni la persona rinvenuta era vissuta, esame istologico per stabilirne l’età biologica (forse l’esame più importante in quanto il pittore visse probabilmente 78 anni, età molto avanzata per l’epoca) e controlli sulle dimensioni del corpo. Gli esami dettero importanti conferme e, anche se la certezza matematica che le ossa ritrovate siano effettivamente del pittore non c’è, i risultati degli esami uniti alla singolarità del luogo del ritrovamento di queste ossa (c’erano solo queste, non era un cimitero) e la coincidenza del luogo del ritrovamento con la tradizione sembrano lasciare un margine di errore ridotto. 

L’urna in cui si trova attualmente il divin pittore fu allestita nel 1929

Nella Chiesa dell'Annunziata Pietro Vannucci affrescò 5 opere: la Madonna col Bambino sulla parete detta della Chiesa, l’Adorazione dei pastori, un S.Rocco e un S.Sebastiano (furono affrescati probabilmente ai lati dell’arco sotto l’adorazione dei pastori, staccati e venduti al Conte della Porta di Gubbio intorno alla metà dell’800 e attualmente dispersi) e un’altra Madonna col bambino sulla parete destra (venduto ad Angelo Morettini di Perugia nel 1862 e attualmente disperso).

 

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Opere minori della Chiesa dell'Annunziata

I due affreschi che rimangono sulla parete sinistra della Chiesa dell'Annunziata appartengono a periodi diversi e sono da attribuire entrambi ad artisti sconosciuti. La Madonna col bambino (la terza presente in questa chiesa) è stata affrescata nel 1526 (3 anni dopo la morte del divin pittore) come conferma l’iscrizione difficilmente leggibile realizzata sul basamento e presenta numerose analogie con quella presente sulla parete destra, sicuramente chi l’ha fatta si è ispirato molto a quella del più famoso Pietro Vannucci. E’probabile che siccome la bottega del Perugino si trovava qui a Fontignano, abbia continuato a funzionare per qualche anno anche dopo la morte del pittore e che quindi l’opera sia frutto della mano di uno dei tanti allievi del divin pittore.

L’affresco a sinistra invece è probabilmente barocco (1600), come testimoniano la maggior ricchezza di dettagli decorativi e la cornice, sicuramente meno solenne rispetto a quella di stampo neoclassico della Madonna col bambino.

La statua di S.Sebastiano al centro è invece probabilmente risalente al 1200, è un interessante esempio di arte povera in quanto realizzata con ogni probabilità da un semplice artigiano e non da un artista di professione ed è rappresentativa di uno stile molto fiorente in Umbria nel periodo storico citato. L’opera è realizzata in legno e rappresenta il più famoso santo antipeste, che per questo motivo è presentissimo in raffigurazioni di vario tipo comprese nel periodo che va dal 1200 al 1500 (la peste era una malattia endemica e quindi, nonostante raggiungesse picchi di maggior violenza periodicamente una volta ogni 25 anni, era costantemente presente). Il Perugino stesso ha rappresentato moltissimi S.Sebastiano ma contrariamente alla tradizione li ha realizzati nella maggior parte dei casi in maniera poco violenta (National Museum di Stoccolma, Panicale fra i luoghi dove potrete ammirarli), con poco spargimento di sangue e senza frecce. Quest’opera invece è certamente più cruenta e ciò è da ricercarsi probabilmente nelle sue origini popolari: la chiesa sapeva che se la gente restava impressionata, riemergeva quel bisogno di credere nel divino e quindi di aggrapparsi alla religione che è insito nel profondo dell’animo di qualunque individuo e che trova maggior sfogo proprio nei momenti di massima difficoltà. Il santo è realizzato in legno e come da tradizione è trafitto da sette frecce, simbolo dei sette vizi capitali.

La chiesa dell’Annunziata era quasi certamente completamente affrescata ma fu interamente ricoperta da uno strato di calce in tempi remoti, recentemente sono stati fatti dei saggi per cercare di riscoprire eventuali affreschi rimasti fino ad ora nascosti ma il cattivo stato di conservazione delle parti riemerse e l’assenza di documentazione che indichi la presenza di altre opere del Perugino o di altri artisti illustri ha impedito il completamento dei lavori.

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